Come trovare Nuovi Clienti anche se il tuo Settore è Difficile

Come trovare nuovi clienti? Questa domanda è il focus da decenni dei miei insegnanti che hanno cominciato a rispondervi ben prima che io apparissi sulle scene e mi presentassi al pubblico.

Proprio perché l’argomento appare molto vasto, come è vero che inizialmente possa spaventare visto che possiede una sua profondità, molte persone rimangono letteralmente incastrate all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“Ma il mio settore è differente”.

In pratica, sottoposti a un metodo, una strategia, una tecnica per trovare nuovi clienti, laddove l’esempio non sia fatto esattamente sul loro settore, il loro cervello si chiude a riccio e li porta a rigettare il contenuto proposto portandoli a urlare con ritmica cadenza tipica di un orologio a cucù:

“Settore differente! Settore differentee!! Settore Differenteee!!!”

Ma è realmente così? Esistono davvero “settori differenti”? La risposta è contemporaneamente “Sì e No” a seconda del punto di osservazione e dei risultati che si vogliono ottenere. Scopriamo insieme la soluzione a questo enigma una volta per tutte.

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Aprire un’ Attività da Zero

Aprire un’attività da zero è il sogno di moltissimi italiani che nonostante la paura, i limiti della burocrazia italiana, la tassazione spesso ingiusta e una serie infinita di controlli che si possono ricevere su base quotidiana continuano a mettersi in proprio giorno dopo giorno.

Aprire un’attività e renderla sostenibile e di successo nel tempo però è un’impresa ardua e difficoltosa.

Secondo uno studio realizzato dall’Ufficio studi della CGIA  il 55,2% delle imprese chiude i battenti entro i primi cinque anni di vita.

Un dato molto preoccupante che evidenzia la grave difficoltà che hanno in particolare i neo-imprenditori a districarsi nella matassa delle complessità nascoste dietro al mondo delle partite iva.

Inoltre il 95% delle imprese italiane ricade nella classificazione di “microimpresa“, cioè un’azienda:

  • sotto i 10 dipendenti
  • entro i 2 milioni di euro di fatturato
  • con profitti zero o quasi.

Scopriamo se e come è possibile aprire un’attività da zero e sfuggire alla morsa dei primi anni di attività e avere successo con la propria azienda.

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Come farsi Pubblicità per Trovare Nuovi Clienti Subito

Come farsi pubblicità è un tema spinoso e quasi sempre ignorato o visto con ostilità da chi fa impresa in Italia.

Non vi è da stupirsi di questo atteggiamento in quanto in Italia il 95% delle imprese, ricade nella categoria “microimprese” e non arriva nemmeno alla definizione di “Piccola impresa”, che concorre a creare con le medie imprese la categoria delle cosiddette PMI.

Sono considerate microimprese tutte quelle attività che comprendono meno di 10 addetti e non superano i 2 milioni di euro di fatturato. Oltre 4.100.000 partite iva in Italia rispettano questa definizione, andando a costituire in pratica la totalità della vera economia che muove e sostiene il Paese.

In Italia non si parla mai o quasi mai di questa realtà, né il governo e le istituzioni in generale sembrano fare nulla a sostegno di chi compone il polmone economico dell’Italia stessa.

A peggiorare la situazione, un micro-imprenditore nella quasi totalità dei casi è un ex operaio specializzato o tecnico che ha deciso di “mettersi in proprio” dopo aver lavorato per qualcun altro.

Questo lo rende spesso molto abile nel pensare o produrre prodotti e servizi, ma estremamente carente quando si parla di come farsi pubblicità e quindi come trovare nuovi clienti per la sua attività.

Con prodotti e servizi di qualità ma con zero o pochi clienti, la microimpresa è destinata a un rapido fallimento.

Come se non bastasse, l’unico modo che un imprenditore in Italia ha sempre avuto per farsi pubblicità è la via del:

  • “farsi le cose in casa” (magari affidando la creazione di volantini e brochure alla nipotina neoassunta e neolaureata in “marketing”) o affidando denaro a:
  • venditori di pubblicità
  • agenzie pubblicitarie

Nessuna di queste tre strade è la strada corretta. Vediamo insieme perché e come porre rimedio alle reali necessità e possibilità di un vero imprenditore italiano.

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Come Aprire un Ristorante di Successo senza Fallire

Aprire un ristorante, come ogni attività imprenditoriale, ha molto più a che fare con la capacità di trovare e trattenere nuovi clienti il più a lungo possibile che con la cucina del ristorante stesso.

L’esempio classico e anche un po’ abusato è quello di McDonald’s e delle varie catene di fast food che ormai da almeno due decenni hanno attecchito anche in Italia. Non servono certamente il miglior cibo del mondo ma di solito riescono a sviluppare un volume di affari maggiore rispetto alla trattoria media italiana, proprio grazie al marketing.

Questo non significa che per aprire un ristorante si debba fare cibo schifoso purché si sappia acquisire clienti.

Significa che se l’azienda più importante al mondo che serve pizza si chiama Pizza Hut, sta in Michigan, mette l’ananas sulla pizza e non l’abbiamo noi invece a Napoli, allora le opportunità che abbiamo noi italiani nel mondo della ristorazione sono ben maggiori di quelle che stiamo cogliendo.

Come per ogni attività imprenditoriale, aprire un ristorante significa aprire un’azienda vera e propria con tutto quello che questo comporta. Noi italiani invece, quando ci buttiamo nella ristorazione siamo tentati di vedere il ristorante come un’ estensione di casa nostra e della nostra cucina: Il babbo in sala, alla cassa e a gestire gli acquisti, la moglie in cucina e i figli in sala a servire.

La convinzione erronea che: “Basta aprire, cucinare bene, fare prezzi onesti e la gente verrà”, è probabilmente la causa di fallimento più importante sia per i ristoranti già aperti che quelli di coloro che ne vorranno aprire uno.

Vediamo insieme come scappare da queste convinzioni erronee e portare grazie al marketing i giovani volenterosi di oggi e di domani ad aprire un ristorante di successo.

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Come trovare nuovi clienti per PMI, negozianti e liberi professionisti italiani

Come trovare nuovi clientiSbagliare approccio nella strategia che porta a come trovare nuovi clienti è un errore ricorrente per i piccoli imprenditori italiani e ancor di più per piccoli esercenti o liberi professionisti.

E’ capitato anche a me più volte nel corso degli anni di commettere sbagli e ancora oggi devo mordermi le mani per evitare di fare errori da dilettante. Ora ti spiego perché.

Vado da tempo ripetendo sgolandomi in giro per l’Italia nei miei tour come il marketing non sia innanzitutto caratterizzato da questi cinque veri e propri “demoni” che sono:

  1. Farsi conoscere
  2. Essere “creativi”
  3. Diventare “Virale”
  4. Emozionare le persone sperando che comprino
  5. Ricevere visite, like, condivisioni ecc….

e ora prima di poterti rivelare come sferrare un colpo da vero campione, devo essere certo che tu abbia chiaro il punto della questione. Quindi fammi sviscerare questi demoni che appestano il settore del marketing uno per uno velocemente.

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“ADESSO IL CAPO SONO IO!” – Episodio Uno

adesso il capo sono io Stasera andrà in onda in seconda serata il primo episodio della serie “Adesso il Capo Sono Io”.

Se ancora non hai capito cos’è o proprio non lo sai, lo ripeto veloce: è il programma su La5 che conduco personalmente, dove aiuterò dei giovani imprenditori a realizzare il loro sogno di mettersi in proprio e conquistare il loro personale spicchio di libertà.

Grazie al mio contributo e ai consigli sulle strategie di vendita che gli passerò sotto banco, dovranno lavorare fino ad inaugurare ufficialmente la propria impresa, in puro stile Venditore Vincente.

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Quando è meglio NON fare Marketing in Italia?

Quando NON fare Marketing in Italia [Frank Merenda]La tua azienda è progettata in questo modo?

Se la risposta è “Sì”, non avrai mai il problema della crisi e dei clienti che non pagano. Ecco perché.

Una cosa che dovresti sapere è che esiste un modo corretto e un modo sbagliato di progettare un’azienda. In Italia, soprattutto, spesso e volentieri vengono sbagliate proprio le cose di base, e questo porta a tutta una serie di effetti collaterali sulle fondamenta instabili dell’azienda che ne causeranno il crollo presto o tardi.

Ecco perché conoscere quali sono le macro-differenze che distinguono un’azienda con i controcoglioni da una progettata alla cazzo, è fondamentale.

E uno dei motivi per cui questo aspetto è fondamentale è quello di capire se devi fare marketing o meno.

Perché, ci sono situazioni in cui non devo fare marketing in Italia?

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Marketing Misurabile: 7 Modi per non farsi Fregare dai Pubblicitari

MisurareIn un precedente articolo sulle 4P del Marketing ti ho svelato il segreto di pulcinella che un venditore di pubblicità e le agenzie di comunicazione non vogliono che la gente comune sappia.

Detto in termini semplici, le agenzie pubblicitarie tendono a vendere spazi pubblicitari e campagne più o meno creative che difficilmente portano risultati e demotivano gli imprenditori a continuare a investire in marketing.

Se non c’è nulla di male nell’intermediare spazi pubblicitari -quando questo è fatto nel miglior interesse del cliente- e non c’è nulla di male a essere creativo -se la creatività si piega alla necessità di vendere e non viceversa-, esiste comunque un grande peccato originale sul quale non si può soprassedere: rendere il marketing misurabile.

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Le 4P del Marketing in Italia

4p del marketing italianeLe 4P del Marketing vennero teorizzate da Jerome McCarthy e riprese nei decenni successivi da una lista infinita di autori, facendo riferimento a:

  • Prodotto
  • Prezzo
  • Punto Vendita
  • Promozione

come elementi fondanti del marketing mix nella creazione di una strategia aziendale.

Posto che nel corso dei decenni sono diventati concetti nozionistici, accademici e lontani dalla realtà – e che possono essere consultati su qualunque testo base compresa la trattazione che ne fa Wikipedia – permettimi di parlare delle 4P del marketing che io considero necessarie per ogni imprenditore o libero professionista in Italia.

Non ho velleità da accademico né di diventare enciclopedico, quindi in questo viaggio alla scoperta delle 4P del marketing in Italia cercherò di spiegarmi ne modo più semplice e fruibile possibile, per svelarti ciò su cui è realmente fondamentale concentrarsi e avere successo in un mondo nel quale saper acquisire clienti è fondamentale.

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Le origini del marketing e delle PMI italiane

strategie-di-marketing-le-origini-del-marketing-e-delle-pmi-italiane[Ecco come un venditore di merluzzo ha dato un improbabile origine al Marketing a Risposta Diretta]

 
Oggi voglio raccontarti una breve storia molto triste: quella dell’imprenditore medio italiano.

L’imprenditore medio italiano si alza la mattina pensando che il suo compito della giornata sarà quello di riflettere ardentemente su come creare materialmente un prodotto più bello e di qualità maggiore a quello della concorrenza.

Poi, dopo aver bevuto il caffè, si convince che dovrà motivare i suoi venditori a portare più soldi in azienda. E se qualcuno non dovesse riuscire a vedere tanto quanto serve, gli dirà che deve solamente crederci di più e raccontare a tutti – con maggior convinzione – che quel prodotto è davvero il massimo in termini di “qualità al giusto prezzo”. D’altronde il venditore deve essere in grado di vendere senza che lui gli dica come fare. Giusto no?

Giusto sta ceppa. Non dovrebbe assolutamente funzionare così, anche se purtroppo in Italia accade tutti i giorni.

La storia triste che ti ho appena raccontato è esattamente la causa del potente “scollamento”  che esiste nelle attività italiane tra la logistica e il venditore, il quale deve bruciarsi km e km in macchina, facendo provare a tutti il prodotto così da invogliare la gente a comprarlo (cosa che puntualmente avviene in maniera sempre più rara).

Tra l’imprenditore e il venditore, nel punto in cui in Italia esiste un vero e proprio “buco nero” dovrebbe esserci “L’azienda”, ossia il processo di marketing a cui ogni imprenditore dovrebbe pensare per vendere il proprio prodotto con un minimo di buon senso.

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